BIOGRAFIA

La Compagnia del Madrigale è attualmente il più accreditato gruppo madrigalistico a livello internazionale.

Nasce nel 2008 per iniziativa di Rossana Bertini, Giuseppe Maletto, e Daniele Carnovich, i quali, dopo aver cantato insieme per oltre un ventennio madrigali e polifonia sacra, decidono di autogestirsi, senza la presenza di un direttore, e con l’integrazione di Francesca Cassinari, Elena Carzaniga, Raffaele Giordani e Marco Scavazza.

Nel 2009, in collaborazione con la RSI, sotto la direzione di Diego Fasolis e con I Barocchisti, La Compagnia del Madrigale registra L’Amfiparnaso di Orazio Vecchi e il Primo Libro di Madrigali di Palestrina, nell’ambito del progetto di registrazione dell’Opera omnia, con la consulenza musicologica di Francesco Luisi.

L’esordio discografico è della primavera del 2011: una scelta di madrigali sui testi dell’Orlando Furioso per l’etichetta Arcana, programma esibito tra l'altro al Ravenna Festival e al Musée d’Orsay di Parigi.

Nel 2013 inizia la collaborazione con l’editrice spagnola Glossa con il Sesto Libro di Madrigali di Carlo Gesualdo, in occasione del 400º anniversario della morte. Il disco ottiene il Choc di Classica e il Diapason d’Or de l’Année 2013 per la categoria “Musica Antica”.

Successivamente viene pubblicato il Primo Libro de’ Madrigali a cinque voci di Luca Marenzio, premiato con il Diapason d’Or e il presigioso Grammophone Award 2014 per la categoria Early Music.

Nel 2014 esce il triplo CD dedicato ai Responsoria di Carlo Gesualdo e altre composizioni spirituali. Anche questo disco riceve importanti riconoscimenti discografici tra cui il Diapason d'Or, Choc di Classica, Cd of the Week del Sunday Times, Choral & Song Choice di BBC Music Magazine, Amadeus Premio del disco, 2015.

Nel 2015 viene pubblicato il Quinto Libro de’ Madrigali a sei voci di Luca Marenzio, premiato con il Diapason d’Or, Editor's choice di Grammophone e il Preis der deutschen Schallplattenkritik.

Nel 2016 esce il primo CD dedicato a Claudio Monteverdi, Il pianto della Madonna, un'antologia di musica sacra e madrigali in versione spirituale e il Terzo Libro di Madrigali di Gesualdo. (entrambi premiati col Diapason d’Or).

In occasione dell'anniversario monteverdiano del 2017 La Compagnia del Madrigale presenta il CD del Vespro della Beata Vergine in collaborazione con Cantica Symphonia e La Pifarescha.

L’attività del gruppo si allarga parallelamente anche a livello concertistico, con l’opportunità di esibirsi in importanti festival tra cui: MiTo, Unione Musicale Torino, Schwetzinger SWR Festspiele, RheinVokal, Stour Music, Musikfest Bremen e in prestigiose sale come la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Colonia ed Essen, la Victoria Hall di Ginevra, il Musée d’Orsay di Parigi e la Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma.

Il gruppo è stato invitato alla XVIII edizione di Europa Cantat a Torino, dove ha tenuto un atelier sul madrigale di Monteverdi, con larga partecipazione di un eterogeneo gruppo di studenti provenienti da diverse parti del mondo.

Senza perdere di vista lo studio e l’approfondimento dei repertori madrigalistici particolarmente cari al gruppo tra cui i programmi dedicati al Canzoniere di Petrarca, e ai tre grandi poemi epici del '500, Orlando furioso, Gerusalemme liberata e Il Pastor fido, i prossimi progetti vedranno La Compagnia del Madrigale impegnata anche nel campo delle composizioni sacre, tra cui il Vespro di Claudio Monteverdi.

NOTIZIE

DIAPASON D’OR
AL PIANTO DELLA MADONNA

PREMIO DEL DISCO AMADEUS 2015
AI RESPONSORI DI GESUALDO

GRAMOPHONE EDITOR’S CHOICE
AL QUINTO LIBRO A SEI VOCI DI MARENZIO

DIAPASON D’OR
AL QUINTO LIBRO A SEI VOCI DI MARENZIO

PREIS DER DEUTSCHEN SCHALLPLATTENKRITIK
AL QUINTO LIBRO A SEI DI MARENZIO

LA COMPAGNIA DEL MADRIGALE REGISTRA IL NUOVO CD
“IL PIANTO DELLA MADONNA”

Durante una pausa della registrazione, con il
DIAPASON D’OR DE L’ANNEE e il GRAMOPHONE AWARD

LA COMPAGNIA DEL MADRIGALE RICEVE IL
GRAMOPHONE AWARD 2014
NELLA CATEGORIA EARLY MUSIC
PER IL CD: LUCA MARENZIO - PRIMO LIBRO DI MADRIGALI
GLOSSA CGD 922802

Rossana Bertini alla cerimonia di premiazione a Londra

Napoli

LA COMPAGNIA ALLA TOMBA DI CARLO GESUALDO
NELLA CHIESA DEL GESÙ NUOVO IN NAPOLI

Andernach

AL FESTIVAL RHEIN WOKAL

LA COMPAGNIA DEL MADRIGALE CANTA AL STOUR MUSIC FESTIVAL
LO STORICO FESTIVAL DI MUSICA ANTICA FONDATO DA ALFRED DELLER

Un omaggio ad Alfred Deller prima del concerto

LA COMPAGNIA DEL MADRIGALE CANTA AL
SCHWETZINGER SWR FESTSPIELE

Ascolta il concerto

LA COMPAGNIA DEL MADRIGALE ANNUNCIA L’USCITA DEL TRIPLO CD
DEDICATO AI RESPONSORIA DI CARLO GESUALDO
GLOSSA GCD 922803

Watch the video of the recording

DIAPASON D’OR E EDITOR’S CHOICE DI GRAMOPHONE
PER IL CD DEL PRIMO LIBRO DI MADRIGALI DI LUCA MARENZIO
GLOSSA GCD 922802

PUBBLICAZIONE CD DEL PRIMO LIBRO DI MADRIGALI DI LUCA MARENZIO
GLOSSA GCD 922802

RECENSIONE SU RSI RETE DUE
DEL CD DEL SESTO LIBRO DI MADRIGALI DI GESUALDO

Ascolta la recensione

“DIAPASON D’OR” PER IL CD DEL SESTO LIBRO DI MADRIGALI
DI GESUALDO (GLOSSA CGD 922801)

"CHOC" DELLA RIVISTA FRANCESE "CLASSICA"
PER IL CD DEL SESTO LIBRO DI MADRIGALI DI GESUALDO (GLOSSA CGD 922801)

VERSIONE IN ITALIANO DELL'INTERVISTA DI MARK WIGGINS A DANIELE CARNOVICH E GIUSEPPE MALETTO.
La versione inglese è visibile sul sito Glossa

MW. In generale qual’è oggi il suo interesse nell’interpretazione del repertorio madrigalistico con La Compagnia del Madrigale?

DC. Per un interesse personale e per le mie proprie caratteristiche vocali, la Polifonia rappresenta da sempre il genere musicale che più di ogni altro amo frequentare. E il Madrigale rappresenta l’aspetto più raffinato, più poetico, forse più intenso della polifonia vocale. Il potente vincolo che lega strettamente musica e testo ha fornito uno stimolo costante per grandi e piccoli compositori, e questo costante cimentarsi nello stile madrigalistico ha permesso loro di specializzarsi e perfezionarsi a tal punto da portarli a scrivere pagine del più alto livello espressivo. Il mio interesse personale nel cantare madrigali ha sempre avuto come obiettivo il perseguimento della massima espressività, tanto nella parola come nella musica, nel maggior rispetto possibile di entrambe le discipline, e compatibilmente con le supposte intenzioni del compositore. Dopo ormai più di vent’anni cantando madrigali con questa prospettiva, per me La Compagnia del Madrigale rappresenta oggi il gruppo vocale che meglio incarna questi obiettivi, per la totale uniformità dei propositi verso questa recerca. In più l’impasto vocale del gruppo mi sembra oggi di una qualità mai raggiunta in precedenza, risultato di colori individuali di grande bellezza, che però sanno fondersi in un’ottica comune.

MW. Per quale motivo è stata approntata una nuova edizione del sesto libro di Gesualdo per questa registrazione?

GM. Per diversi motivi.
In primo luogo - essendo il tempo a disposizione per le prove e le registrazioni sempre molto limitato - volevo dare ai cantanti una partitura che presentasse meno problemi di lettura possibile. 21 dei 23 madrigali del libro sono nelle cosiddette "chiavette", una combinazione di chiavi che prevede un’esecuzione con un diapason più basso rispetto a quanto scritto. Questa prassi, molto comune in tutto il rinascimento, oggi può risultare alquanto scomoda per i cantanti. Abbiamo quindi trascritto i madrigali trasportandoli in una tonalità più comoda.
Secondariamente, riscrivere i madrigali parte per parte, posizionare nel modo corretto i testi, ci da modo di ripercorrere il processo compositivo, e di analizzare più a fondo la partitura entrando meglio nel dettaglio.
Infine - ma non per questo meno importante - l'edizione moderna corrente, pubblicata nel 1957, è stata preparata sulla base di un'unica fonte. Per la nostra invece abbiamo utilizzato tre diverse fonti. Il confronto ci ha aiutato a chiarire alcuni punti oscuri. L'edizione del ‘57 contiene un certo numero di errori, in particolare uno piuttosto evidente, in cui sono incorsi tutti i gruppi che hanno inciso il sesto libro prima di noi.

MW. Otto i cantanti impegnati in questa nuova registrazione. In che maniera l’utilizzo di queste otto voci ha permesso di esprimere al meglio la musica di Gesualdo, anziché utilizzare, per esempio, le sole cinque voci previste?

DC. Per evitare che le “23 tartine di caviale” potessero arrivare a stancare, abbiamo cercato la massima varietà possibile di colori, coinvolgendo nella registrazione tutti gli 8 cantanti della CDM. Abbiamo deciso l’organico di ogni madrigale dopo aver studiato, provato e verificato quale fosse la combinazione di voci più adatta, in concordanza col significato dei testi e coi caratteri musicali suggeriti da Gesualdo.

GM. La formazione del quintetto di voci nei madrigali di Gesualdo è quasi sempre: Soprano - Alto - Tenore - Tenore - Basso. In alcuni brani invece è SSATB, quindi servono almeno sei cantanti. Inoltre abbiamo voluto differenziare timbricamente alcuni madrigali, affidando la prima linea ad un soprano dalla voce più scura. E in un paio di casi, usando un diapason più basso, siamo ricorsi ad un quintetto senza soprano, formato da Alto - Tenore - Tenore - Baritono - Basso. (GM)

MW. Che gamma di risposte emozionali esige il sesto libro di Gesualdo?

DC. Una prima superficiale lettura del Sesto Libro potrebbe farcelo apparire cupo, oscuro, e darci la sensazione che un certo monocromatismo rivesta i 23 madrigali. In realtà non è così. Ad uno studio più approfondito ci si rende conto invece di come ogni madrigale racchiuda tutto un microcosmo di spunti e strategici artifici volti a rappresentare un panorama piuttosto ampio di stati d’animo ed emozioni. Ci sono evidentemente i temi ricorrenti della morte, del dolore e del tormento, tanto cari a Gesualdo, e ritratti attingendo dalla tavolozza i colori più densi e meno trasparenti. Ma vi sono altresí frequenti riferimenti alla gioia, a vitali sguardi, a fanciulle ridenti e belle alla cui vista tutto gioisce e il tristo pianto ormai si cangi in dolce. E questi effetti sono ottenuti da Gesualdo con pennellate di colori chiari e luminosi, che coinvolgono efficacemente ed emozionalmente tanto l’esecutore nel momento di rappresentarle attraverso il canto quanto l’ascoltatore. Come ben spiega Marco Bizzarini nelle bellissime note del libretto del disco, tutto questo non può certo essere il frutto di una mente contorta e maniacale.

MW, Che ruolo ha avuto l’interpretazione del Madrigale Italiano negli ultimi decenni?

GM. E' un domanda alla quale non è facile dare una risposta. Gli ensemble che si dedicano con continuità e serietà al repertorio madrigalistico purtroppo non sono molti. Non mi sembra di poter individuare una vera tendenza, se non quella - comune purtroppo un po' a tutta la musica antica - di una sempre crescente superficialità e ricerca dell'effetto facile a scapito della ricerca e dell'approfondimento.
L'arrivo sulla scena musicale circa venti anni fa’ dei gruppi italiani ha sicuramente dato una svolta all'interpretazione del madrigale, portando una nuova attenzione al testo, ma alcune volte anche a degli eccessi in questa direzione. Rispetto alle esperienze passate, con la CDM cerchiamo una lettura che sia ugualmente attenta sia al testo che alla struttura e al discorso musicale. La vera novità, forse, è che in questo gruppo non vi è un vero direttore e quindi gran parte delle decisioni viene presa collettivamente. Rispetto al passato c'è sicuramente un maggiore coinvolgimento di ciascun membro del gruppo.

MW. Paragonandolo ai lavori precedenti, è possibile rintracciare in questo sesto libro alcune differenze stilistiche?

GM. Rispetto ai precedenti, il Sesto Libro è sicuramente un grande passo in avanti. Gesualdo si libera di una certa pesantezza che talvolta caratterizza la trama polifonica di alcune composizioni anteriori. La scrittura è sempre molto fluida ed efficace, e le immagini e gli "affetti" suscitati dal testo sono resi in modo ancora più vivido. Anche nei brani di carattere allegro, che non sono mai stati molto congeniali a Gesualdo, c'è un’eleganza e una scorrevolezza mai raggiunte prima.

MW. Il disco è stato registrato nella chiesa di Roletto. Quali sono le attrattive di questo spazio, anche dal punto di vista acustico?

DC. La chiesa di Roletto si trova su un piccolo colle abbastanza al di fuori delle principali vie di comunicazione della regione, e ci offre pertanto quelle caratteristiche di assenza di rumori date dal suo relativo isolamento, senza le quali registrare un disco sarebbe impossibile. Ma è la risposta a livello acustico che ci fa preferire questa a chiesa ad altre eventuali possibilità. Per il suono di piccoli ensemble e sopprattutto della musica polifonica a capella, la chiesa restituiste un’acustica perfetta, con quel giusto grado di morbidezza necessario per rendere compatto il suono del gruppo, ma contemporaneamente anche di giusta trasparenza che permette di mettere in evidenza i movimenti delle singole voci. Inoltre l’esperienza delle ormai decine di registrazioni effettuate in questa chiesa, ci permette di conoscere già perfettamente quale sia la miglior disposizione spaziale dei cantanti e dei microfoni ai fini della resa del suono registrato, e questo ci consente un notevole risparmio di tempo sulle tabelle di marcia, evitandoci dispendiose prese di suono e conseguenti riascolti.

MW. Per la sua scrittura musicale e per la scelta dei testi, quale ritratto di Gesualdo ci restituiste questo sesto libro?

GM. Nella scelta dei testi Gesualdo non ricorre ai poeti in voga alla sua epoca. Tutti i testi del sesto libro sono anonimi e si ritiene che possano anche essere opera sua. Pur non possedendo grandi qualità poetiche essi sono perfettamente funzionali allo stile peculiare di Gesualdo e servono da base per le sue arditezze espressive. Il Sesto Libro è un'opera di una lucidità e compiutezza stupefacenti, non certo il delirio di un pazzo dilaniato dai rimorsi come invece si sente spesso dire. E' vero che la sua ispirazione è spesso tormentata e la maggior parte dei madrigali ha un carattere cupo, senza quella luminosità, che ci si aspetterebbe da un uomo del sud. Ma questo non va preso come un difetto; si tratta di una volontaria e coerente ricerca di ispirazione attingendo ai lati più oscuri dell'animo umano. I tormenti amorosi nei madrigali di Gesualdo sono rivissuti nella musica come in sogno (o incubo, a seconda dei casi) ed è, secondo me, proprio in questa componente onirica, notturna, che sta il fascino della musica di Gesualdo, perfettamente complementare alla rappresentazione dell'amore solare, gioiosa e sensuale di Marenzio, o a quella spiritualizzata di Monteverdi.